Dieci consigli per gestire il capitale emotivo e fare un trading migliore

trading-capitale-emotivo

Nella gestione aziendale, sussiste una forbice importante tra l’importanza della protezione del capitale emotivo rispetto al capitale finanziario. Se si perde il giusto equilibrio emotivo in un affare è più probabile far saltare tutto, ed è anche più vicina una chiusura negativa dell’affare. In condizioni psicologiche negative sale infatti la percentuale di un tilt, che annullerebbe ogni capacità di scelta e vanificherebbe quanto di positivo fatto nelle fasi precedenti. Ad ogni errore corrisponde infatti un distacco crescente dal capitale emotivo, inizialmente con piccoli pass, poi con una degenerazione sempre più violenta che può provocare una mancanza di miglioramenti e finanche la perdita totale degli investimenti.  Per cercare di gestire al meglio lo stato emotivo a cui è legato il capitale, ecco i 10 consigli che eviteranno inutili complicazioni mentali.

Separare la piattaforma di esecuzione dalla creazione di grafici

Durante un trade, è fortemente consigliato chiudere la piattaforma broker su cui si sta puntando e passare ad un’altra di creazione grafici. Questo stratagemma da la possibilità di valutare meglio un settore d’investimento, senza essere eccessivamente influenzati durante studi e riflessioni. In questo modo, si riduce sensibilmente anche la percentuale d’errore.

Dilatare i tempi

In diversi casi i trader preferiscono muoversi entro lassi di tempo più brevi per oliare i meccanismi del trade o per acquisire maggiore consapevolezza dei repentini cambiamenti di prezzo. Questo può essere uno degli errori fatali: non bisogna mai diminuire i tempi prefissati mentre si sta effettuando un trade. È anzi consigliabile dilatare i tempi, strategia utile per non guardare con eccessiva ansia alla volatilità e alla oscillazione dei prezzi.

Guardare solo al proprio orticello e alle sue vicinanze

Sembra un consiglio banale, ma non lo è. In diversi casi capita che i trader amministrano male i propri capitali e le proprie scelte: questo accade perché si guarda troppo spesso altrove, senza analizzare nel dettaglio i dati provenienti dal “proprio” orticello. Solo in questo caso sarà possibile evitare errori grossolani di fronte alle variazioni di prezzo. È sempre meglio evitare ipotesi premature, le congetture non sono utili alla causa. Solo rispettando i tempi e i modi prefissati sarà possibile gestire al meglio il capitale emozionale.

La forza del rischio ragionevole

Solo chi ha già “assaporato” la possibilità di perdere qualcosa è in grado di gestire al meglio gli stati relativi ad una determinata posizione. Sono diversi i modi per prosciugare più rapidamente il capitale emotivo: usare troppe leve finanziarie e tuffarsi in situazioni troppo grandi che possono mettere a repentaglio grandi fette di budget. Se invece sul trade si rischia in una percentuale che oscilla tra l’1% e il 2%, mantenendo un approccio maggiormente conservativo, si guarderà al trade con maggiore serenità.

Rispetta gli stop

Uno stop deve essere sempre “onorato”: anche quando la perdita sembra ampia rispetto alle aspettative, non bisogna mai tradire i tempi. Certo, questo aspetto può anche causare perdite ancor più ingenti, assenza di miglioramenti, ma se lo stop non viene rispettato si rischia di provocare danni ancora più ingenti.

Fare attività fisica

Può sembrare un consiglio strampalato, e invece è fondamentale cambiare attività in seguito a perdite o errori. La salvezza di un trader sta proprio nell’intuire il momento giusto per spegnere il computer e allontanarsi dalla sedia. Una delle attività più semplici per evitare che la mente pensi troppo al trading appena concluso è l’attività fisica, ma aiutano con medesima efficacia la musica e la lettura. Tali attività collaterali, infatti, servono per metabolizzare una perdita, le cui proporzioni cambiano e si ingigantiscono sempre ai nostri occhi. In questo caso, la prospettiva è data dalla mente, che deve essere al contempo libera e pronta a rituffarsi nel prossimo grande commercio.

Sfruttare solo denaro speculativo

Questo ad un primo sguardo può apparire come un’ovvietà, ma sono in tanti ad aver dilapidato fondi pensione o per il futuro dei propri figli. Ed è per questo che non bisogna mai intaccare il capitale non speculativo, evitando quindi di intaccare quel capitale emotivo che sarà poi molto difficile ripianare.  È certo doloroso dire addio a soldi guadagnati con tanta fatica, ma talvolta è meglio non mettere sul piatto fondi che nessuno potrebbe permettersi di perdere: sempre meglio un passo indietro sull’orlo del baratro che una caduta dai contorni potenzialmente drammatici.

Puntare su un trading solo in caso di effettivo vantaggio

Prima di mettere mani al portafogli, che sia digitale o reale, un trader deve essere in grado di selezionare il proprio settore di riferimento, anche per capire come si comporta il sistema all’interno dello stesso e quando è il momento di evitare danni peggiori. Sarà quindi fondamentale intervenire solo in caso di vantaggi comprovati, anche per evitare di scambiare in maniera eccessiva e senza costrutto.

Reportistica giornaliera e delle performance

Analizzare quotidianamente i commerci fornirà al trader uno sguardo attento, preciso e onesto sull’andamento del trade. Non è facile però evitare di palesare difetti e debolezze; bisognerebbe quindi capire gli errori e intuirne i costi. La crescita accelera infatti il processo di conoscenza, ed evita di ripetere ciclicamente alcuni arriro. Al contrario, invece, il diario di traffico assume grande importanza quando bisogna creare una propria consapevolezza, puntando con più sicurezza alla gestione del capitale emozionale.

Fare piccole cose durante i periodi negativi

Una delle difficoltà più grandi di un trader riguarda la possibilità di uscire durante un periodo di perdita. In tal senso, però, anche forzare una chiusura è negativo, in quanto cresce la dimensione della posizione. Durante un prelievo la prima priorità resta quella di riconquistare la fiducia nel team di riferimento, preservando quindi un possibile capitale emotivo.