Forex, le 5 fasi chiave nell’evoluzione di un trader

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Il mondo del forex offre tanti spunti differenti, propone un ventaglio di possibilità, molte simili tra loro, altre totalmente differenti. Chi vuole puntare sul trading attraversa puntualmente 5 fasi, che ne riassumono l’andamento professionale. Incompetenza inconscia, incompetenza conscia, momento aha, competenza conscia e competenza inconscia. Analizziamo tutte le fasi per scrutarne pregi e difetti.

Incompetenza inconscia: un bebè del trading

In questa fase, ci si sente come un neonato. Non si hanno le conoscenze adatte per compiere i primi passi, ma non si ha neppure la consapevolezza. Gli errori sono dietro l’angolo, il pericolo di sbagliare è in agguato. In questa fase, il trader non compie scelte in maniera ponderata, ma si comporta come un giocatore d’azzardo, non valuta neppure la possibilità di procedere al termine di un sofisticato processo decisionale. L’incompetente inconscio si tuffa, va all’avventura, non sapendo che da un momento all’altro potrebbe incorrere in una cantonata. In questa fase si aprono e chiudono trade senza aver definito un preciso piano strategico, non si applica la gestione dei rischi o i principi di dimensionamento della posizione, si modificano le direzioni delle nostre operazione a seconda del prezzo e sul costo delle scelte. Questa però è una fase molto pericolosa, durante la quale ogni piccolo trade vincente causa euforia e non ci si cura di perdite che molto spesso cancellano tutte le “conquiste” precedenti. La fortuna spesso aiuta gli audaci, ma in questo caso quel che guida il trader è la fortuna del principiante. È anche la fase in cui ci si accorge, però, che per fare marketing non basta fare clic sul tasto sinistro del mouse.

Incompetenza conscia: so di non sapere

Nella seconda fase, il trader intuisce di capirne poco e si tuffa a capofitto nello studio di quanto ha già visto nella fase precedente. In questo caso, però, avendo impiegato tempo prezioso nello studio, il trader ricerca continuamente scuse esterne. Se qualcosa non va per il verso giusto, dipende dagli strumenti, dagli indicatori sbagliati, da informazioni mancanti o mercati sleali. È una fase lunga e difficile da superare. Alcuni traders, anche a distanza di anni, non hanno mai oltrepassato questa soglia.

Momento aha: eureka!

Una fase fondamentale, non certo un cliché: il trader finalmente riesce ad assumersi tutte le responsabilità che gli competono. Per evitare di incappare sempre negli stessi errori, è fondamentale auto esaminare l’operato svolto sino a quel momento, cercando di scoprire cosa c’è di sbagliato. Gli errori del passato e la costruzione di un castello di bugie non lo porterà a conquistare la sua nicchia di mercato. In questa fase cambia il modo di pensare: si monitorano i comportamenti per evidenziare gli errori, si pensa ad un piano e ad un diario di trading, ci si concentra sul lavoro da fare, e si è finalmente in grado di capire che le entrate sono solo una parte del sistema, e non bisogna lavorare solo su esse, ma su tutta la “macchina”.

Competenza conscia: una settimana da Dio

Solo in questa fase il trader comincia a comprendere tutto il mondo del forex: anche se alcuni passaggi sono poco chiari e i risultati non raggiungono la perfezione, è importante indirizzare la mente sempre verso il successo. Non ci si concentra più, però, solo sui guadagni: è infatti il processo che ottiene finalmente le luci della ribalta. In questa fase, generalmente non si guadagna, né si perde, e le percentuali positive sono davvero basse. Il trader talvolta proverà a tornare sui suoi passi, ma è fondamentale essere disciplinati, tenere a bada le emozioni e gestire adeguatamente i rischi. Il trading quotidiano è il compagno più importante in questa fase, perché fornisce uno sguardo obiettivo a performance e comportamenti. In questa fase si raccolgono i primi frutti del duro lavoro.

Competenza inconscia: marketing meccanico

In questa fase il trader diventa noioso e ripetitivo, proprio come dovrebbe essere! Si passano anni a guardare schemi e a prendere decisioni molto simili tra loro. Il trading si trasforma in un gioco d’attesa: si attende sul fiume, in attesa del pesce che abbocchi. In questa fase, il trader ha capito a fondo che non si può sempre vincere, e che le perdite fanno parte del gioco purché inserite all’interno delle regole prestabilite. Il trading diventa ora patter recognition, gestione dei rischi e un auto-miglioramento graduale ma costante. Lo studio è il pane quotidiano in questa fase, si valuta l’efficacia del metodo applicato alle diverse casistiche.