Guadagni o perdite: nel trading è una questione di mentalità

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Tra un trader mediamente vincente e uno mediamente perdente sussiste una differenza abissale, che non risiede però nella scelta degli indicatori o nella definizione dei segnali d’entrata sul mercato. Coloro che riescono ad ottenere guadagni importanti hanno una mentalità unica, quella marcia in più che consente loro di gestire e giudicare le performance nel miglior modo possibile. Chi invece non riesce a ‘incassare’con il trading ha una mentalità condivisa con gli altri “loosers”: valutano il loro investimento giorno dopo giorno e giudicano le performance in maniera totalmente differente.

Un’analisi più approfondita porterà ad evidenziare le diversità di pensiero e la graduale trasformazione che produce un processo mentale vincente.

Chi da poco si è immerso nel mondo del trading, giudica l’investimento solo sulla base di una metrica che sembra apparentemente l’unica possibile: i soldi. Se la somma porta in dote un segno “+” tutto va bene, se invece in quel momento c’è una perdita, qualcosa deve essere andato storto, e si comincia a “maledire” il giorno in cui è stato deciso l’investimento. I traders che non riescono a staccarsi da questa mentalità non riusciranno mai a valutare con lucidità la situazione e conseguentemente perderanno sempre. L’abilità nel trading non è infatti direttamente proporzionale alle perdite e ai guadagni. È pur vero che ogni trader è consapevole, nel profondo del suo cuore, che è impossibile che ogni investimento porti guadagni, ma chi è da poco nel settore pensa sistematicamente che le perdite non siano dovute semplicemente al momento quanto, per lo più, ad una falla nel sistema, cambiano continuamente il metodo nella speranza di fare crack. È inutile trasformare il trading nella ricerca del Santo Graal: si rischia infatti di trasformare un investimento, molto più scientifico e basato sull’analisi dei numeri, in una patetica e affannosa ricorsa al cambiamento radicale, all’investimento che trasforma nel nuovo “Paperon de Paperoni”.

I trader professionisti non solo hanno capito, ma ormai sono abituati all’idea secondo cui la riuscita o il fallimento di un investimento non dipendono dalla loro “opera”. Se il trader ha compiuto appieno il proprio dovere, se ha creato un piano di trading, ha ricercato la propria idea d’investimento e ha atteso con pazienza tutti i segnali utili per partire, non può far altro che accettare la casualità dei risultati. È infatti risaputo che nel breve termine può accadere di tutto, non è positivo preoccuparsi di eventuali perdite, purché si seguano principi e regole che si erano stabilite a “bocce ferme”. Il pensiero dei professionisti è dunque fortemente orientato al processo, è votato alle azioni e ai comportamenti da attuare sui traffici e davvero poco al risultato finale.

Il pensiero del trader professionista si basa sui seguenti concetti:

  • Sul lungo termine, il mio margine darà ottimi risultati.
  • È normale affrontare una perdita, ma non bisogna mai alterare il sistema.
  • In qualità di trader, bisogna semplicemente seguire determinati principi, senza violare le regole di negoziazione e senza dar peso ai problemi.
  • Non essendo parte di un business di previsione, e non avendo la palla di cristallo a disposizione, il buon esito di un trading non è nelle mani del trader.
  • Bisogna mantenere il giusto equilibrio in ogni fase dell’investimento. Per cui, una perdita non comporterà tragedie greche, né tanto meno i guadagni non produrranno eccessiva euforia.