Quanto costa studiare nei poli universitari: l’Italia ai raggi X

Secondo la classifica stilata dall’Ocse in Education at Glance, che va da analizzare i sistemi universitari dal punto di vista del rapporto qualità-prezzo tra rette e servizi offerti,  l’Italia rientra nella categoria dei paesi con rette nella media ma sistemi meno sviluppati per il sostegno degli studenti. Tra le altre categorie studiate, i paesi con università low cost e servizi di buon livello, (come la Danimarca), paesi con università costose ma servizi efficaci, (come gli USA), paesi con università costose ma servizi non proprio efficaci, come il Giappone. Analizzando la situazione dell’Università italiana, ciò che e emerso, è l’aumento dei prezzi verificatosi negli ultimi anni.

Secondo la stima dell’Ocse effettuata per l’anno 2011, si aggira sui 1.200 euro la media nazionale delle tasse nelle università pubbliche. Tale dato è stato confermato da Federconsumatori secondo cui il valore medio stimato per studenti di quarta fascia nel sistema del vecchio Isee si aggira su un massimo di 30.000 euro.

Nei college inglesi un “bachelor”, cioè il titolo accademico rilasciato dal sistema universitario al termine di un corso di laurea di primo livello della durata di tre o quattro anni e corrispondente alla laurea triennale in Italia, ha un costo che si aggira sulle 9000 sterline, e nei Paesi Bassi la cifra è di 1.906 euro. A penalizzare la situazione universitaria inglese è la vicinanza alla Scozia, dove i cittadini dell’unione europea posso usufruire del servizio universitario gratuitamente. L’Olanda rientra nella categoria paesi con università costose ma servizi efficaci, il che sembra giustificare il costo alto delle rette.

Quanto costa studiare nelle università pubbliche

Dall’ultimo Rapporto nazionale Federconsumatori, che analizza i costi delle università pubbliche italiane col maggior numero di studenti, si è verificato un aumento dell’1,2% negli anni 2014-2015 rispetto agli anni 2013-2014. Per quanto riguarda il Nord Italia sono state sottoposte ad analisi le università di Lombardia, Piemonte e Veneto; per il Centro, Emilia Romagna, Toscana e Lazio; per il Sud, Campania, Puglia e Sicilia. Tale indagine si è basata sulle fasce di reddito del vecchio Isee, per cui i valori descritti sono suscettibili di variazioni rispetto al futuro. Tuttavia il dato determinante emerso è relativo ai maggiori costi delle università del Nord rispetto a quelle del Sud Italia. Gli atenei del Nord hanno rette che superano del 12,89% quelle delle università del meridione, e del 12,23% la media nazionale. Ad esempio in Lombardia, per le prime fasce vi sono costi di 625,2 euro annui e le fasce massime si aggirano sui 3.511 euro. In Puglia si va dai 500,98 euro, sempre per le prime fasce, ai 1.211,17 per quella massima. In Sicilia a 540-1747,25 euro, in Campania a circa 570-1671,75 euro.

Tra i grandi centri universitari, rientranti nella categoria “Mega Atenei” del Censis, l’Alma Mater di Bologna, ha i costi più accessibili. L’università più antica d’Italia con circa 77.212 studenti, negli anni 2013-2014, ha costi che vanno dai 162 euro della prima fascia ai 1.681,64 euro della fascia massima. La Statale di Milano con 60.236 studenti, si aggiudica il titolo di “più cara d’Italia” secondo il rapporto Federconsumatori del 2013. Si va da un minimo di 751,50 euro ad un massimo di 3.389 euro della fascia più alta. La Sapienza di Roma, che ha contato 104.344 studenti lo scorso anno accademico, occupa una posizione di mezzo con costi che vanno dai 597 euro ai 3.033,5 euro.

Quanto costa studiare nelle università private

I costi salgono a 11.000 euro e più  se andiamo a considerare le università private. All’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano l’importo viene calcolato considerando il “reddito equivalente” e un contributo fisso che varia a seconda della facoltà. Alla Bocconi, sono previste quattro fasce di contribuzione tarate sulla condizione economico-patrimoniale dello studente iscritto al primo anno. Si va da un minimo di 4.991 euro a un massimo di 11.156 euro.

Per l’anno accademico 2015-2016, la Luiss di Roma ha fissato un contributo unico di 9.000 euro per tutti i corsi di laurea triennale e il corso di laurea a ciclo unico in Giurisprudenza. Il Campus Bio Medico, sempre a Roma, prevede una soluzione unica di 11.500 euro per i primi tre anni, per gli studenti iscritti  al corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia. La tariffa scende a 11.250 al quarto anno, a 10.750 al quinto e a 10.250 al sesto. Sono le facoltà scientifiche a costare di più. Uno studente iscritto alla Facoltà di Matematica spende dal 5,24% al 6,75% in più rispetto ad uno studente iscritto a Lettere e Filosofia.