Trading cereali: Valore, Andamento storico e Quotazione

Quando si immagina di “tradare” con le piattaforme, la prima idea che viene in mente non sarà sicuramente quella di negoziare sulle azioni di beni come i cereali, eppure questo asset possiede un’enorme rilevanza nei mercati mondiali ed offre di conseguenza delle ottime possibilità di rendimento, che vedremo qui di seguito.

Anzitutto, occorre definire l’oggetto di analisi, in quanto con il termine “cereali” si indica una grande quantità di beni di consumo agricoli, come il mais, il grano, il riso, l’orzo e l’avena, solo per citare i più conosciuti. Per una questione di praticità, nella parte relativa alle quotazioni si farà riferimento ai prezzi del mais (in inglese: corn), uno dei cereali con il più forte impatto sui diversi settori produttivi, non solo quello alimentare.

Perché investire nei cereali

Basta un solo dato per comprendere l’importanza dei cereali nei mercati planetari: si tratta del prodotto più coltivato al mondo, che in moltissimi paesi costituisce l’alimento fondante della dieta di milioni di persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Il suo consumo è comunque diffuso in tutte le comunità umane, fattore che rende questo asset estremamente importante anche nel settore economico – finanziario. In realtà, come già accennato in precedenza, dovremo considerarlo piuttosto una sorta di “paniere”, in quanto include diversi prodotti agricoli, alcuni dei quali hanno un forte peso specifico nutritivo e culturale, come il riso nei paesi asiatici.  Grazie alla loro facilità di coltivazione, alle veloci pratiche di raccolto, alla facile digeribilità e alla lunga conservazione, i cereali godono di una vastissima diffusione, fattore che li rende protagonisti nei mercati azionari.

Andamento storico e quotazione del grano

Quando si parla delle quotazioni dei prodotti cerealicoli nei mercati azionari, ci si riferisce spesso al prezzo del mais, l’asset forse più importante tra i vari cereali. Tale rilevanza è data dal fatto che il “corn” viene utilizzato anche nel settore dei bio-carburanti, più specificamente nella produzione di etanolo, un combustibile alternativo al petrolio. Si tratta quindi di un asset dal doppio valore, sia come alimento (non solo per le persone, ma anche come mangime per animali), che come materia prima energetica, il cui impatto economico è facilmente immaginabile. Ci focalizzeremo qui nell’analisi dei prezzi dei “corn futures”, ossia i contratti sul mais, quotati nei mercati del  Chicago Board of Trade con il simbolo finanziario “C” ed indicati nel trading online con le lettere “ZC”. L’unità di misura adottata per quantificarne il valore è il “bushel”, che corrisponde a 25,4 kg.

Come si può facilmente presumere, le quotazioni del mais sono strettamente correlate al settore sia energetico che agricolo. Ad esempio, la forte alluvione accaduta nello stato americano dell’Iowa nel 2008, che ha interessato vaste aree adibite alla coltivazione cerealicola, ha causato un picco nelle quotazioni del mais; a seguito della crisi dei sub-prime, che ha inibito produzione, trasporti e consumi, anche questo asset ha sofferto, spinto in basso dalla crisi che ha investito qualsiasi prodotto del comparto energetico. É quindi possibile che la richiesta del mais, e di conseguenza il suo prezzo sui mercati, sia influenzata ora dal suo utilizzo come etanolo, ora per il suo consumo alimentare.

Osservando un grafico con i valori storici degli ultimi decenni, si noterà facilmente come il prezzo dei corn futures abbia subito un rialzo graduale a partire dagli anni ’70, trend che è poi continuato nel nuovo millennio, quando nel  2006 il Presidente degli USA George W. Bush ha incentivato la produzione di etanolo per ragioni di politica energetica.  Nel corso degli ultimi cinque anni, il prezzo dei contratti del mais si è collocato tra i 300 e gli 800 dollari al bushel. Il valore massimo più recente si è registrato con gli 842 $ nell’agosto del 2012, mentre ora il prezzo è sceso lievemente sotto quota 400. Investire in questo momento su questi futures potrà essere conveniente, anche se rimangono alcuni interrogativi circa l’utilizzo del mais come combustibile per i prossimi decenni: lo sviluppo di un potenziale bio-carburante ancora più economico e redditizio potrebbe oscurarne l’importanza, anche se il valore alimentare dell’asset difficilmente potrà essere mai messo in discussione negli anni a venire.

Investire con i cereali su internet: come fare

Per realizzare dei profitti con gli asset cerealicoli e con i loro futures sarà sufficiente aprire un conto con un broker di trading online e scegliere gli strumenti dei CFD e ETF o delle opzioni binarie. Con la prima coppia di funzioni sarà possibile aprire e chiudere dei contratti per guadagnare sulla differenza di valore che si genera sul valore del sottostante. Con i Contracts For Difference si potrà inoltre beneficiare degli effetti della leva finanziaria, uno strumento che permetterà di moltiplicare i margini di profitto, anche se dovrà essere usato con cautela.

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Utilizzando le opzioni binarie invece non si effettueranno operazioni di compra-vendita sugli asset appartenenti alla categoria dei cerali, bensì si tenterà di prevedere l’andamento del valore di un bene, ad esempio i futures del mais, entro una specifica scadenza. Se la previsione si rivelerà corretta, si potrà ottenere un guadagno pari alla percentuale impostata al momento dell’ordine.

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