Stati Uniti, un impero senza successori e dinastie

Bernard Henry-Levy

Classificare gli Stati Uniti come una super-potenza dell’economia internazionale potrebbe addirittura rivelarsi riduttivo. Quello a stelle e strisce sembra essere un impero senza successori e dinastie. Non ci sono re e imperatori, almeno apparentemente, o quanto meno non nel senso classico del termine. Qualora però il dominio a stelle e strisce dovesse perdere il ruolo di primo piano, la sostituzione potrebbe rivelare un cambio clamoroso di mentalità e vedute.

Secondo il filosofo e scrittore francese Bernard Henry-Levy, “Cina, Russia, Iran, estremismo islamico e Turchia potrebbero ereditarne il ruolo“.

Quanto dichiarato alla Cnbc potrebbe rivelare nuovi sviluppi nell’equilibrio internazionale, anche in considerazione del crescente sviluppo commerciale di nazioni che fino a qualche anno fa erano considerate in via di sviluppo e della fase di alta tensione che si sta vivendo in Siria.

WIKI EO | L’attacco missilistico della scorsa notte ha avuto apprezzabili impatti sui mercati: i Future statunitensi hanno avuto una reazione negativa, con il derivato sul Dow Jones che ha ceduto subito 100 punti pari allo 0,5%, mentre l’oro è schizzato al rialzo di oltre l’1%, attestandosi a 1.264,57 punti. Le ultime tendenze di mercato stanno spingendo i traders a puntare sulla crescita dei prezzi delle materie prime, tendenze registrate dai movimenti su piattaforme come TopOption e AnyOption.  L’acuirsi della crisi in medio oriente potrebbe spingere verso l’alto anche il prezzo di altre materie prime, come il gas e il petrolio, che rappresenta il fulcro degli interessi e della rivalità tra grandi potenze in Medio Oriente.

L’Europa però non riesce più, secondo il noto esponente dell’anti-capitalismo e anti-comunismo, e a recitare un ruolo di protagoniste assolute saranno realtà che hanno costruito negli anni un impero, e non nazioni in cui solo ora “assistiamo alla rinascita dei nazionalismi”.

Levy, di origine ebrea ma catalogabile tra i cosiddetti “pied noir” per la sua nascita in Algeria ai tempi della colonizzazione e per il suo rimpatrio nella Terra d’Oltralpe all’indomani dell’indipendenza del paese nordafricano, ha una profonda conoscenza degli intrighi internazionali, ma la sua origine lo ha specializzato negli affari della Francia e del Medio Oriente.

L’esponente della nouvelle philosophie è stato uno dei principali protagonisti di una corrente che, partendo da un background marxista, maoista ed esistenzialista, ha sempre fortemente criticato sia le ideologie comuniste che i risvolti del capitalismo e della destra nazionalista. Da amico di Sarkozy fin dal 1983 – nonostante vari alti e bassi – e da estimatore delle “mosse” politiche di Matteo Renzi, Levy è uno dei più strenui difensori dei diritti umani, ed è per questo che non vede positivamente l’ascesa dei totalitarismi “moderni” o dell’islamismo.

Nella sua visione del mondo, Europa e Stati Uniti devono risvegliarsi dal torpore ed evitare l’ascesa di idee ed esponenti politici che minano le libertà delle popolazioni attraverso l’autorità e attraverso leggi sempre più opprimenti. In tal senso arriva il parere negativo sull’ascesa di realtà come la Turchia, recentemente balzata agli onori della cronaca internazionale per il colpo di stato fallito, come la Russia, il cui governo Putin è stato fortemente criticato da più fronti per diverse leggi restrittive, o come la Cina, in forte ascesa dal punto di vista economico ma ancora costretta da regolamentazioni antiquate e molto rigide.

Secondo Levy, “l’ago della bilancia è il ruolo degli Stati Uniti e delle nazioni che compongono l’Unione Europea.

Pur dovendo fronteggiare problematiche economico-finanziarie non certo irrilevanti, questi due protagonisti della scena mondiale, portavoce della cultura occidentale, devono evitare di isolarsi dalla scena internazionale, abbandonando la via di protezionismo e sovranità per perseguire valori democratici: “Questo è un fenomeno importante al giorno d’oggi. Se Europa e America non opporranno una forte resistenza, il mondo si troverà in una situazione molto brutta“.

Lo spettro di una situazione simile è visibile ad occhio nudo: i vuoti di politica, ideologia cultura ed economia minano i dettami delle libertà che solo repubblica e democrazia riescono a garantire, preservando il folklore e le caratteristiche tipiche di ogni popolazione. Qualora questi vuoti non siano immediatamente colmati, il mondo occidentale rischia di cadere in un baratro di miseria e di rivoluzione culturale che nasce però da basi economico-finanziarie.