L’importanza delle medie mobili nelle strategie CFD

Medie Mobili CFD

Le medie mobili rappresentano uno strumento grafico di grande utilità per il trader che intende operare con i CFD. Si tratta di un supporto utile per rivelare, sebbene in maniera non infallibile, il momento opportuno per entrare nel mercato, con una posizione lunga e corta a seconda del trend individuato. Il sistema delle medie mobili infatti è finalizzato a fornire maggiori dati circa la conferma o lo sviluppo di una tendenza rialzista o ribassista nei mercati finanziari. Vediamo nello specifico come funziona.

La strategia delle medie mobili

Il negoziatore neofita, consultando gli strumenti grafici, noterà solo degli andamenti confusi e poco lineari, caratterizzati da rialzi e cali apparentemente casuali dei prezzi di un asset  L’abilità dei trader più esperti consiste nell’applicare degli strumenti in grado di rendere maggiormente intellegibili gli scenari finanziari, ed uno di questi metodi è proprio quello delle medie mobili. Può essere applicato ad una classica visualizzazione grafica con candele giapponesi: attivandolo, si noterà la presenza di una linea che potrà intersecare in alcuni punti le porzioni delle candlesticks.

Cosa indica questa curva? Come suggerisce il nome stesso, la media mobile si basa su un calcolo statistico dei prezzi che varia nel tempo (ed è appunto mobile) a seconda del parametro temporale che si imposta. Ad esempio, inserendo il dato 20, si prenderà in esame l’andamento medio delle quotazioni dell’asset nel corso delle ultime 20 sessioni giornaliere di trading. Il valore del giorno successivo “scalzerà” quello del ventesimo giorno, andando ad influenzare la forma della curva, che si muoverà a seconda degli ultimi aggiornamenti.

Sperimentando direttamente su un grafico le medie mobili, un dato appare subito evidente: impostando un orizzonte temporale breve, come quello dell’esempio precedente, la linea che verrà tracciata automaticamente nel grafico tenderà a ricalcare l’andamento descritto dalle candele, discostandosi comunque in alcuni punti, dove la curva interseca la porzione delle candlestick. In questo caso, questo fenomeno potrebbe indicare un segnale di trading CFD, che ci avvisa della comparsa di un trend rialzista o ribassista.

C’è però un problema, che rende necessaria l’esperienza e la capacità interpretativa del trader: impostando un parametro temporale a breve termine, si potranno configurare diverse intersecazioni, alcune delle quali sono dei semplici “falsi allarmi”: questo significa che non rivelano effettivamente la presenza di un punto di rottura e quindi l’inizio di un trend. Al fine di smascherarli, si potrà inserire un dato di maggiore entità, come ad esempio 100 o 200 giorni. Si noterà subito che la linea della media mobile disegnata sul grafico si differenzia notevolmente da quella precedente (è meno segmentata e più piatta), incrociando le candele con meno frequenza. Si potranno quindi prendere in considerazione i nuovi punti di incrocio identificati, ma anche questa opzione nasconde dei potenziali inconvenienti: una media di questo tipo reagisce infatti con sensibilità inferiore agli andamenti dei prezzi, per cui potrebbe non essere efficace per accorgersi dei punti veramente critici per intervenire nei mercati.

La strategia proposta dagli analisti più esperti, quella che potrebbe offrire maggiori garanzie di successo, consiste nel ricercare nel grafico i punti in cui la vecchia media mobile a breve termine (quella dell’arco termporale di 20 giorni) intersecano la nuova linea a lungo termine (a 100 o 200 giorni): si tratta di dati più affidabili, che potrebbero rivelare lo sviluppo di un trend da sfruttare.

Come si è visto, gli strumenti di analisi tecnica e i vari grafici non possono mai sostituire il trader nelle scelte: il negoziatore rimane sempre il protagonista principale nel trading, anche se può trarre vantaggio da tecniche, metodi e strategie come quelle che si possono costruire sulle medie mobili. Queste non possono però essere considerate infallibili, per cui sarà proprio la competenza del trader a farle fruttare al meglio, possibilmente integrandole con ulteriori strumenti di analisi.